Percorsi

Giu 16, 2020

Quando si inizia un percorso in una associazione di volontariato che gravita intorno al mondo della malattia oncologica ci si avvicina col timore di non essere all’altezza di gestire un compito tanto delicato. Poi, col passare del tempo la paura svanisce , anche quella del “burnout “, perché si impara a non bruciarsi e a gestire le emozioni. Incontri persone, ognuna con un fardello pesante da portare, incontri storie, incontri sguardi, ogni tanto incontri lacrime. Devi cercare le parole adatte che non è facile trovare, adottare un tono di voce rassicurante senza tradire la commozione, a volte basta ricambiare quello sguardo o stringere quella mano. Il nostro compito è quello di accompagnare, di esserci quando arriva una richiesta di aiuto. A volte ci si trova davanti qualcuno che per motivi anagrafici non dovrebbe essere là, con la sua parrucca a raccontarti con dignità la sua storia, con i problemi familiari che si sommano a quelli legati alla malattia. Pensi che potrebbe essere tua figlia per l’età che ha, ti si stringe il cuore al pensiero di quello che deve aver provato scoprendo la malattia, subendo l’intervento, sottoponendosi alla terapia e ai suoi effetti, e di nuovo ti si stringe il cuore. Lei è davanti a te con la sua parrucca bionda, non ha neanche 35 anni e si racconta con una serenità che ti spiazza: Un rapporto finito dopo qualche anno di convivenza perché gli uomini davanti ad una malattia importante a volte scappano, la terapia da affrontare, un intervento ricostruttivo da programmare, la cassa integrazione…che altro?! Ma lei sorride sopra la mascherina, e dice di sentirsi fortunata…ho una mamma che mi ha ripreso in casa, ho i miei fratelli, un datore di lavoro che mi aspetta appena potrò tornare, sono fortunata perché da un”esperiena del genere so che ne uscirò più ricca perché da queste cadute si impara a dare il giusto valore alle cose e ad apprezzare ancora di più la vita. Fra queste piccole cose, il fatto che io abbia risposto subito al suo messaggio e l’abbia voluta incontrare, e questo quasi la commuove, ci commuove. Sono questi gli incontri che ti scaldano il cuore e ti ricordano il vero senso della vita che troppo spesso dimentichiamo .

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Scritto da Antonella Lomonaco
  • Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore.

    Noi di Valdelsa Donna ci proviamo e ogni giorno, da dieci anni, siamo al fianco di chi combatte la sua battaglia per la Vita. Non abbiamo ricette particolari, nè grandi risorse ma ci impegniamo a fare piccole cose che nei momenti più difficili per qualcuno possono diventare grandi

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